Lettera di gratitudine ai nostri lavoratori

Solomeo, 17 Marzo 2021 Miei stimati amici, il mio cuore partecipa del vostro coraggio e della pazienza che avete dimostrato con i fatti in questo periodo di dolore e di incertezza, quelli stessi che sono stati anche i miei. Se oggi nella nostra impresa regna positività economica e umanistica, se possiamo immaginare di arricchire l’Italia con la benevola accettazione dei nostri manufatti, se tutto questo può avvenire con genialità e artigianalità speciali, questo si deve certamente a voi. Come potrei dunque ringraziare la vostra generosa anima, per la responsabilità, la dedizione, la creatività, la comprensione, la vicinanza e la capacità di percepire il dolore come maestro? È per me motivo di letizia sapere che tutto questo fa di voi, ai miei occhi, dei benemeriti del lavoro, ognuno nel suo ruolo. Vi sono poi particolarmente a me cari, gli anziani del lavoro, primi fra i custodi della bellezza e dell’arte che migliorano la vita. Sono loro a ricordare ai più giovani alcune delle regole d’oro universali, come quelle già enunciate da Confucio nel VI secolo avanti Cristo: “anche se una cosa è semplice, fatela con cura”, e: “il lavoro va in proporzione all’età e alle forze delle persone”. Per questo mi affascinano i riti, che ci riportano alla regola naturale salvandoci dall’incertezza; essi sono la fonte viva dell’azione umana. Anche l’artigianato si nutre di riti, e in essi trova le ragioni della sua creatività rinnovata. L’artigianato ha una storia che va di pari passo con quella della civiltà, e unisce armoniosamente le forze dell’uomo e quelle della natura. Per secoli è stato il frutto fecondo della nostra nazione, e per secoli poneva la genialità nella regola e nella disciplina. Gli artigiani mi appaiono come dei veri e propri poeti, sanno mettere insieme organicamente la capacità tecnica, l’abilità artistica, il buon gusto, la finezza e la destrezza in prodotti originali. A voi sento di dovere se in questo periodo forse abbiamo creato le più belle collezioni della nostra storia, confermando che il genio sprigiona la sua creatività proprio quando si è nei momenti difficili. Durante questo intenso periodo abbiamo lavorato con lo stesso coraggio dei tempi sereni; per questo siamo stati in grado di rimanere uniti. Tutti questi meriti dimostrano il vostro amore per il lavoro. Voi sapete che l’utile economico è una grande molla che spinge a lavorare, ma sappiamo anche, nel nostro cuore, che non è la sola; attraverso il lavoro esplichiamo noi stessi come parte di quel meraviglioso Creato che siamo chiamati a custodire con ogni nostra azione singola e collettiva; per questo, con la nostra operosità condotta nel rispetto del pianeta, dimostriamo ogni giorno il nostro amore per il territorio. È vero, e ve ne sono riconoscente, che la vostra azione è stata ed è per me testimone e sprone per non perdere la speranza e per non soggiacere alla paura. Molte volte, nei nostri colloqui, abbiamo avuto gli occhi lucidi, consapevoli di essere naviganti fiduciosi, soldati chiamati nel momento doloroso; penso alla storia, a quel grande mio maestro filosofo e stoico che fu Marco Aurelio. Prima di una battaglia decisiva si rivolse ai suoi soldati con queste commoventi parole: “miei stimati uomini, domani Roma ha bisogno di noi, che Dio ci protegga”. Vedo in voi persone speciali perché sapete che non sempre sviluppo economico e progresso coincidono. Vi è, quindi a mio parere, un modo giusto di vivere la vita, ed è quello etico, perché l’etica permette di vedere l’universale nel particolare di ogni giorno, e fa di noi uomini universali. Se salite al Bosco della Spiritualità in Solomeo troverete, al suo ingresso, una frase di san Benedetto:

ONORA TUTTI GLI UOMINI.

Rendo ora a voi, con cuore sincero, questo nobile onore. Grazie,